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Vito Tummino
Stiamo vivendo un’epoca di grandi trasformazioni, segnata dallo strapotere della tecnologia. L’intelligenza artificiale (IA) sta diventando la quarta rivoluzione industriale: il suo potere e il suo potenziale stanno suscitando reazioni opposte di entusiasmo e paura. In quasi ogni settore della società – dalla politica, alle aziende, all’economia, dalla scuola alla sanità – non si parla d’altro che di cosa accadrà.
“Poiché l’Intelligenza Artificiale ha superato i limiti della capacità individuale di riconoscere modelli, naturalmente restiamo impressionati quando gli strumenti di IA generativa funzionano bene”, ha affermato Ericka Rovira, PhD, docente di psicologia ingegneristica presso la United States Military Academy di West Point, ed ha aggiunto: “Ma, come psicologi, poiché il nostro lavoro ha un notevole impatto sulla vita delle persone, non possiamo far passare per magia ciò che si può spiegare”.
L’integrazione dell’intelligenza artificiale (IA) nella pratica clinica psicologica sta guadagnando attenzione, con potenzialità significative per migliorare l’efficienza, ampliare l’accesso al supporto e rafforzare la relazione terapeutica. I modelli linguistici generativi, in particolare, offrono strumenti innovativi come chatbot per la valutazione di problemi psicologici, e l’uso dell’IA nella trascrizione e nell’analisi delle sedute potrebbe ottimizzare il flusso di lavoro. Tuttavia, gli psicologi devono affrontare sfide etiche e cliniche, come la protezione della privacy dei pazienti, la gestione dei dati nel sistema informatico e la necessità di un’analisi critica dei risultati forniti dalla tecnologia.
Recentemente negli Stati Uniti i genitori di due adolescenti hanno intentato causa contro la piattaforma di chatbot Character.AI, accusandola di esporre i loro figli a contenuti ingannevoli e ipersessualizzati. L’American Psychological Association (APA) ha sollecitato un’indagine da parte della Federal Trade Commission (FTC), agenzia governativa per la tutela dei consumatori, sul contrasto e la prevenzione di pratiche commerciali anticoncorrenziali, come sulle azioni ingannevoli delle piattaforme digitali.
Inoltre, l’APA ha espresso preoccupazione per l’uso da parte delle App chatbot di termini come “psicologo” o la possibilità di chattare con l’IA sulle migliori cure, fenomeno che potrebbe ingannare gli utenti, in particolare gli adolescenti e le fasce fragili della popolazione, con indicazioni pericolose per la loro salute mentale.
L’APA ha sottolineato i rischi per la salute mentale degli adolescenti, che potrebbero essere vulnerabili di fronte a informazioni fuorvianti o dannose fornite da chatbot che vengono presentate come elaborate da esperti di salute mentale; per queste ragioni l’uso di termini come “psicologo” e “terapeuta”, senza la dovuta autorizzazione, è considerato fraudolento e potenziale portatore di conseguenze legali.
In ambito di ricerca, l’IA sta accelerando gli studi in psicologia, ma solleva anche questioni riguardanti l’affidabilità dei dati generati e la trasparenza nel loro uso. I professionisti devono essere proattivi nel guidare lo sviluppo etico e regolamentato di queste tecnologie, con particolare attenzione alla privacy, alla sicurezza e alla riduzione delle disparità nell’accesso alla salute mentale. Nonostante le promesse, l’IA presenta anche rischi, come la potenzialità di perpetuare pregiudizi o di compromettere l’interazione umana, essenziale nella relazione terapeutica.
Le associazioni degli psicologi, gli ordini professionali e le società scientifiche dovrebbero informare su come implementare le conoscenze sull’interazione tra uomo e tecnologia, promuovendo l’uso giusto, etico ed equo dell’IA.
### In questo numero di Link
Nella sezione Focus ospitiamo un articolo di Paolo Di Biagio, dal titolo Il concetto di personalità e l’evoluzione negli studi psicologici: quale classificazione nosologica? La classificazione psicopatologica della personalità (DSM5) ha considerato l’evoluzione e le differenze culturali ed etniche; le concezioni di normalità del secolo scorso sono variate significativamente, influenzando la conoscenza delle tipologie psicologiche individuali. La natura della personalità si sviluppa attraverso un complesso intreccio di fattori bio-psico-fisici e di apprendimento, mentre la classificazione psicopatologica cerca di delineare la normalità, tenendo conto delle diversità culturali che influenzano le manifestazioni comportamentali e le esperienze individuali.
Sempre nella sezione Focus pubblichiamo il contributo Competenze relazionali nell’era della sanità digitale in cui Anna Zanatta esamina le abilità relazionali e comunicative dell’IA che dovrebbero includere chiarezza e semplicità comunicativa, personalizzazione dell’interazione, affidabilità, ascolto attivo e risposta rapida, empatia digitale, rispetto della privacy e collaborazione con professionisti umani. Viene sottolineato come attualmente non siamo ancora adeguatamente in grado di dare significato ai segnali non verbali dell’interlocutore e di interpretare accuratamente i messaggi impliciti che si celano sotto la forma verbale esplicita. L’uso dell’IA nella relazione psicologo-paziente solleva criticità legate all’affidabilità dei sistemi, alla protezione della privacy dei dati sensibili e alla difficoltà di replicare un’autentica empatia digitale, fondamentale per il benessere emotivo del paziente.
Nella sezione Strumenti Maura Anfossi, Marco Cavallo, Gemma Falco, Cristina Giordana, Arianna Piacenza e Andrea Pascale presentano l’articolo La psicologia delle catastrofi: l’esperienza sul campo del Trauma Center Psicologico dell’A.O. ‘Santa Croce e Carle’ di Cuneo. Il filo conduttore è dato dalla consapevolezza che la gestione dei servizi di psicologia dell’emergenza richiede ai servizi sanitari di affrontare i traumi da incidenti e catastrofi adeguando gli interventi multidisciplinari. Di fronte ai bisogni che emergono prepotenti nelle vittime di traumi, agli psicologi è richiesto qualcosa in più delle buone competenze professionali: la finalità ultima è aiutare la vittima non solo a gestire il dolore ma anche a trovare la strada per la ricerca di senso che inevitabilmente scaturisce da un’esperienza traumatica.
Segue l’articolo sul Ruolo dello psicologo in équipe per la presa in carico del paziente affetto da Mieloma Multiplo di Denise Fedele in cui l’autrice descrive il percorso di cura multidisciplinare per pazienti affetti da malattia rara. La diagnosi, il trattamento medico, le conseguenze psicologiche per il paziente e i familiari, e la presa in carico multidisciplinare segnano le tappe di questa complessa patologia che richiede un alto grado di cura polispecialistica. I nuovi strumenti offerti dalla telemedicina sono importanti anche per i caregiver, riducendo il burden emotivo e logistico-organizzativo (Bernocchi et al. 2008).
Inauguriamo da questo numero una sezione dedicata alla Sessualità con l’articolo di Marisa D’Arrigo dal titolo La sessualità di coppia quando un figlio non arriva. Vivere pienamente la sessualità diventa progressivamente più complicato, poiché implica il confronto con l’incertezza, il dolore, la frustrazione e il potenziale di perdita o fallimento. Di conseguenza, essa può inaridirsi o essere vissuta compulsivamente come un consumo fine a se stesso, escludendo l’affettività e i sentimenti. Si osserva così il fenomeno noto come “Sex Recession”, ossia una riduzione dell’attività sessuale, particolarmente nei suoi aspetti comunicativi, relazionali e progettuali, con un conseguente incremento dell’isolamento e del ritiro sociale.
Nella sezione Società in ricordo di Oliviero Toscani ripubblichiamo un’intervista a cura di Fabio Ferraro al fotografo recentemente scomparso. Apparsa nella rivista dell’AUPI Psychologos nei primi anni Novanta aveva come titolo Elogio della differenza: vi si rivisitano e si commentano le “provocazioni” degli scatti che mostrano la realtà che, a seconda dei punti di vista, cambia radicalmente interpretazione. La foto dei tre bambini che fanno la linguaccia è stata premiata in Gran Bretagna con l’International Advertising Award, mentre nei paesi arabi è stata censurata.
La sezione Ricerche tocca un tema attualissimo riguardante gravi fatti di cronaca relativi a quanto accade nei pronto soccorso degli ospedali. Aggressioni e atti di violenza a danno del personale delle Aziende sanitarie è una ricerca condotta da Gloria Massironi, Laura Grigoletti, Alessandra Giacominelli, Fabrizio Varalta, Imelda Romano, Pietro Madera e Antonia Ballottin nel contesto del settore Sanità e Servizi Sociali presso l’Azienda ULSS 9 Scaligera, a partire dal 2023. Il percorso formativo, organizzato dal risk manager e dal servizio di prevenzione e protezione, ha coinvolto nove psicologi esperti nella gestione di gruppi e nella prevenzione dei rischi psicologici.
Nella sezione Riflessioni pubblichiamo, di Umberto Nizzoli, Fare le pulci alla scienza. I bias della ricerca, una ricerca su cosa è diventato oggi il mercato ricchissimo degli articoli scientifici. La realtà del sistema di pubblicazioni scientifiche è fortemente condizionata dalle dinamiche di mercato, dove la visibilità e la quantità di pubblicazioni spesso prevalgono sulla qualità. L’autore auspica, nonostante il business che ci sta dietro, che la maggior parte dei lavori scientifici sia condotta con rigore metodologico, in conformità con i codici etici che promuovono la trasparenza e l’integrità.
Per LinkART, Rosa De Rosa ci accompagna alla Biennale di Venezia con la mostra Stranieri Ovunque. Il brasiliano Adriano Pedrosa ha scelto di esplorare in profondità un tema cruciale del nostro presente: che cosa vuol dire la parola “straniero” nel mondo globale e iperconnesso di oggi. Non solo vediamo gli altri come “stranieri”, ma sempre più ci sentiamo stranieri noi stessi. Il nodo è l’esigenza di far conoscere, attraverso testimonianze di nuovi destini, fughe da guerre, soprusi e povertà, il mondo reale, nel quale gli stessi artisti sono “stranieri”, cui viene spesso opposto il rifiuto, per “differenze e disparità”, cittadinanza, etnia, genere, religione, sessualità, ricchezza.