In memoria di Phil Zimbardo
Vito Tummino
Il 14 ottobre dell'anno 2024, la Psicologia ha subito una perdita incolmabile con la scomparsa del professor Philip G. Zimbardo, morto nella sua casa di San Francisco, all'età di 91 anni.
Phil era lo psicologo contemporaneo più famoso per il suo lavoro scientifico e di divulgazione, un tratto che lo ha reso una figura insostituibile nella psicologia contemporanea. Il suo nome è legato indissolubilmente alla Psicologia: nel 1968 divenne professore nella facoltà della Stanford University, nel 1971 realizzò l'esperimento carcerario di Stanford che lo rese famoso nel mondo. Si ispirò alla teoria della deindividuazione di Gustave Le Bon, il quale sostiene che, all'interno di un gruppo coeso e chiuso, le persone tendono a perdere la propria identità individuale, il senso di responsabilità e la consapevolezza, favorendo così l'emergere di comportamenti antisociali.
Nell'esperimento, Zimbardo utilizzò studenti volontari, e assegnò loro in modo casuale il ruolo di guardie o di prigionieri. Le 'guardie' iniziarono a manifestare atteggiamenti sadici e violenti, mentre i 'prigionieri' divennero sempre più sottomessi, depressi e provati emotivamente. Lo studio evidenziò come il contesto e i ruoli sociali autoritari possano indurre comportamenti crudeli e disumani: esso viene citato ancora oggi come modello per analizzare l'influenza delle situazioni sul comportamento umano ed è spesso oggetto di discussione nelle conferenze di psicologia.
Zimbardo ha insegnato a generazioni di studenti a Stanford, in corsi indimenticabili come Psicologia del controllo mentale o Introduzione alla psicologia. Grazie a lui, migliaia di studenti hanno scoperto il fascino della disciplina psicologica; milioni di altri lo hanno conosciuto attraverso la serie TV Understanding Psychology, attraverso i suoi libri di testo, come il celebre The Lucifer Effect: Understanding How Good People Turn Evil (2007), o i suoi oltre 500 articoli e contributi scientifici.
La sua ricerca non si è fermata alla formulazione di teorie: Zimbardo ha creato progetti rivoluzionari come il programma A Head Start-Black Pride ad Harlem, la Clinica per la Timidezza di Stanford, la Time-Perspective Network e l'Heroic Imagination Project (HIP). Quest'ultimo rappresenta l'eredità più importante di Phil: un programma educativo per combattere fenomeni negativi come il bullismo, la prepotenza e promuovere l'"eroismo" quotidiano.
Come presidente dell'APA, nel 2002, ha incarnato il suo motto, "donare la psicologia". È stato un insegnante instancabile, un attivista appassionato e un testimone esperto in situazioni complesse, come il caso delle torture di Abu Ghraib. Nel suo impegno per la giustizia, non si è tirato indietro nemmeno di fronte alle polemiche, come quando ha contribuito al volume The Dangerous Case of Donald Trump (2019, 2024).
Phil era profondamente buono. Nato nel 1933 a New York nel Bronx da una famiglia siciliana povera, superò gravi malattie nell'infanzia e lo stigma sociale contro gli immigrati italiani per diventare un simbolo di successo. Era un mix unico delle migliori qualità americane e italiane: determinazione, creatività, empatia e ospitalità. Amava cucinare, ospitare amici e studenti, e condividere la sua passione per l'arte. La sua casa di San Francisco a Lombard Street, conosciuta come la strada più tortuosa del mondo, era un vero e proprio museo.
Uomo generoso, sempre pronto a rispondere a colleghi, studenti o semplici lettori, aveva la straordinaria capacità di connettersi con chiunque: era un oratore magnetico, il suo pubblico si radunava intorno a lui dopo ogni conferenza.
Ho avuto la fortuna di incontrare Phil per la prima volta nel 1992 in occasione della celebrazione del centenario di fondazione dell'American Psychological Association a Brussels e in seguito nel 2008 a Berlino al XXXIX International Congress of Psychology -Union of Psychological Science (IUPSy'S) dove ha presentato il suo ultimo libro Effetto Lucifero, cattivi si diventa?
Questo incontro segnò l'inizio di un'amicizia indimenticabile. Nel 2015 invitammo Zimbardo a Milano al XIV Congresso dell'European Federation of Psychologists' Associations: fece una conferenza sull'Eroismo contemporaneo e sulla psicoterapia Time-Perspective Network. Nello stesso periodo uscì negli Stati Uniti il film Effetto Lucifero, con protagonista lo stesso Zimbardo, con la ricostruzione dell'esperimento di Stanford.
Durante la Pandemia Covid, nel settembre 2020, ho avuto uno scambio di mail con Phil per la costruzione di uno strumento-questionario il cui obiettivo era favorire le conoscenze sugli effetti psicologici delle restrizioni subite (isolamento, distanziamento), del senso di insicurezza, di eventuali lutti e sui fattori di rischio. Il questionario si è dimostrato utile per l'autovalutazione dell'intensità dello stato di disagio percepito, e del proprio grado di rischio psicologico. Phil mi ha dato preziosi consigli sulla stesura degli item del questionario e ha accettato di presiedere il Comitato Scientifico del "Questionario PsichoCovid 19".
La scomparsa di Phil rappresenta la fine di un'epoca per la psicologia. Phil Zimbardo e la sua generazione – quella di Stanley Milgram, Albert Bandura, Solomon Asch e Muzafer Sherif – hanno trasformato la disciplina, portandola fuori dai laboratori e rendendola uno strumento efficace per affrontare le grandi questioni sociali della nostra epoca. Oggi, più che mai, il loro lavoro resta una guida per comprendere il comportamento umano e promuovere una società più giusta.
Phil Zimbardo mancherà a tutti noi, colleghi, studenti e semplici curiosi della Psicologia, ma credo fermamente che il suo esempio continuerà a ispirare le future generazioni di psicologi e alimenterà la fiducia nel potere della psicologia di migliorare il mondo.